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martedì 20 dicembre 2011

Malizia
16,4 x 24
Firmato Gandolfo

      Le cose non si considerano per quel che sono, ma per quel che appaiono. Rari sono coloro che guardano dentro, e molti invece quelli che s'appagano di ciò che si vede. Non basta aver ragione se l'apparenza lascia intravveder la malizia.

Baltasar Gracián, Oracolo manuale e arte di prudenza, 1647



Sara
19,7 x 29,9
 Firmato Gandolfo

Se tu sapessi quanto è gran dolcezza
un suo fedele amante contentare,
gustare e modi suoi, la gentilezza,
udirlo dolcemente sospirare,
tu porresti da canto ogni durezza,
e diresti: "Una volta ì vò provare".
Quando una volta l'avessi provato,
tu ti dorresti aver tanto indugiato.

Poliziano

giovedì 18 agosto 2011

MARCO GANDOLFO

Mélancolie

cm.16 x 23,8
China
Signé: Gandolfo 97

 "L'absence augmente toujours l'amour qui n'est pas satisfait."
Voltaire
L'ingénu, XIV - 1767.



domenica 14 agosto 2011

Shahrazād 
o il riposo dell'Odalisca
30x50
Olio su cartone telato

Si narra che il re di Persia, Shahryar, tradito da una donna e, persuaso della perfidia femminile, decide di consumare ogni notte un rapporto sessuale con una giovane schiava, per poi farla giustiziare dai suoi sottoposti non appena sorto il sole della nuova giornata. Shahrazād, figlia maggiore del Gran vizir, si offre allora volontaria per tentare di metter fine a quel macabro cerimoniale, e con sua sorella minore Dinarzād escogita uno stratagemma che si rivelerà fruttuoso.

Ammessa nelle stanze intime del sovrano ella comincia a raccontare a Shahryar una storia affascinante, interrompendola però al momento del sorgere dell'alba, inducendo così il suo amante-ascoltatore a rinviare la sua esecuzione alla sera successiva, dopo che Shahrazād abbia completato il suo racconto.

Ciò in effetti avviene, ma la giovinetta, finito il racconto lasciato in sospeso, ne avvia uno nuovo, interrompendolo a metà con le medesime modalità del primo racconto. Ella in questo modo scampa alla morte e prolunga così lo stratagemma per mille e una notte, vale a dire per quasi 3 anni, al termine delle quali il monarca è totalmente ravveduto circa la natura femminea e, anzi, innamoratosi di Shahrazād, la fa sua sposa per sempre, avendone riconosciute le doti di cuore e di spirito.

***

mercoledì 10 agosto 2011

Il risveglio - seconda versione
(opera in lavorazione)

È del poeta il fin la meraviglia
(parlo de l'eccellente, non del goffo):
chi non sa far stupir, vada a la striglia.

G. B. Marino
MARCO GANDOLFO
Pensando a Gauguin
(insieme)

 - La più bella cosa -

Costei per certo è la più bella cosa
che ‘n tutto 'l mondo mai vedesse 'l sole;
lieta vaga gentil dolce vezosa,
piena di rose, piena di vïole,
cortese saggia onesta e grazïosa,
benigna in vista in atto et in parole.
Così spegne costei tutte le belle,
come ‘l lume del sol tutte le stelle.

Angelo Poliziano

domenica 7 agosto 2011


Risveglio
pastello su cartone telato
30 x 50
1999
Firmato:  Gandolfo

Pallidetto mio sol

Pallidetto mio sole,
ai tuoi dolci pallori
perde l'alba vermiglia i suoi colori.
Pallidetta mia morte,
a le tue dolci e pallide vïole
la porpora amorosa
perde, vinta, la rosa.
Oh, piaccia a la mia sorte
che dolce teco impallidisca anch'io,
pallidetto amor mio!

G.B. Marino

martedì 21 giugno 2011


Ellle vivait dans le monde des à peu près...


Cm.16 x 23,9

1999

Signé: Gandolfo 99


 L'amoureuse

    Elle est debout sur mes paupières
    Et ses cheveux sont dans les miens,
    Elle a la forme de mes mains,
    Elle a la couleur de mes yeux,
    Elle s'engloutit dans mon ombre
    Comme une pierre sur le ciel.

    Elle a toujours les yeux ouverts
    Et ne me laisse pas dormir.
    Ses rêves en pleine lumière
    Font s'évaporer les soleils,
    Me font rire, pleurer et rire,
    Parler sans avoir rien à dire.

        Paul Éluard

sabato 18 giugno 2011

MARCO GANDOLFO
Naiade

cm. 17,3 x 25

matita grassa

Firmato: Gandolfo

Ninfe delle acque sorgive, dei fiumi, dei laghi, delle fonti purissime. Erano dotate di poteri benefici. Rapirono e tennero presso di sé Ila, il giovane amato da Eracle. Raffigurate come fanciulle dall'aspetto bellissimo. Anche se di natura divina (sono spesso figlie di Zeus o discendenti di Oceano o figlie di divinità fluviali), esse non sono immortali.  

Nynpha
(Naiade in riposo)
19,7 x 29,8
Firmato: Gandolfo

Il culto delle Naiadi – che erano considerate benefiche divinità della salute – ebbe maggior diffusione fra i contadini, i quali le onoravano con offerte di fiori, frutta e latte.

Sono distinte dalle divinità acquatiche, che rappresentavano gli stessi fiumi, e dagli antichissimi spiriti che abitavano le tranquille acque delle paludi, degli stagni e delle lagune o dei laghi, come per la premicenea Lerna nell'Argolide. Le Naiadi sono associate con le acque fresche, come le Oceanine per le acque salate e le Nereidi del Mediterraneao; ma poiché i greci pensavano che le acque del mondo costituissero un unico sistema, che penetrava dal mare nei profondi spazi cavernosi della terra, c'è stata talvolta qualche sovrapposizione. Aretusa, la ninfa di una sorgente, era capace di spostarsi attraverso correnti sotterranee dal Peloponneso per riaffiorare da qualche parte in Sicilia.

Justine
18,7 x 29
Chine
1996

Chanson d'automne

    Les sanglots longs
    Des violons
    De l'automne
    Blessent mon coeur
    D'une langueur
    Monotone.

    Tout suffocant
    Et blême, quand
    Sonne l'heure,
    Je me souviens
    Des jours anciens
    Et je pleure ;

    Et je m'en vais
    Au vent mauvais
    Qui m'emporte
    Deçà, delà,
    Pareil à la
    Feuille morte.

   Paul Verlaine

Così gl'interi giorni in lungo incerto
17,3 x 24,7
1995

DI SE STESSO ALL'AMATA

Così gl'interi giorni in lungo incerto
Sonno gemo! ma poi quando la bruna
Notte gli astri nel ciel chiama e la luna,
E il freddo aer di mute ombre è converto;

Dove selvoso è il piano e più deserto
Allor lento io vagando, ad una ad una
Palpo le Piaghe onde la rea fortuna
E amore, e il mondo hanno il mio core aperto.

Stanco mi appoggio or al troncon d'un pino,
Ed or prostrato ove strepitan l'onde,
Con le speranze mie parlo e deliro.

Ma per te le mortali ire e il destino
Spesso obbliando, a te, donna, io sospiro:
Luce degli occhi miei chi mi t'asconde?


Ugo Foscolo

Calze a righe
cm.16 x 23,9
matita grassa
Firmato: Gandolfo 2009

Actore non probante, reus absolvitur...

lunedì 13 giugno 2011


La sirenetta
16,7 x 24
1997


La verginella è simile alla rosa,
ch’in bel giardin su la nativa spina
mentre sola e sicura si riposa,
né gregge né pastor se le avicina;
l’aura soave e l’alba rugiadosa,
l’acqua, la terra al suo favor s’inchina:
gioveni vaghi e donne inamorate
amano averne e seni e tempie ornate.

( Orlando furioso, I, 42, vv. 1, 5-8. )

sabato 11 giugno 2011


Nu
20 x 30
tecnica mista
2011
Signé: Gandolfo

Nenia del miele

mentre il miele rodeva il tuono
il miele aprì le sue labbra
di tenera ora
io ero il lupo e la chiara
stagione del lampo
io ero il cupo suono
che ringhia lo scampo
mentre il miele rodeva

Alberto Cappi

mercoledì 25 maggio 2011



Incantando l'incantatore
cm.20 x 30
Firmato: Gandolfo 97

L' INCANTATORE
                      
Ieri, t'abbandonavi come un pulcino
alla carezza lieve d'una mano;
al gioco serio della vera magia
che mi rendeva di te, l'incantatore.

Dopo, rigirando il tuo corpo caldo
e bruciante su lenzuola bagnate
di sudore, da tanta brace,
tale a un serpente scivolasti via
togliendomi la pace.

Ed io, incantatore, rimasi ancora solo
pronto a morire della solita agonia.

Biagio Arixi 

Irma la dolce
16,4 x 24
Firmato: Gandolfo 99

Della mano

Della mano sia sorte la carezza
sí da dirsi mano che piú non scorda
questo di noi intenso e privato ardore
che infinito se stesso invera il cielo;
dunque tace il pensiero e lo si apprezza
quassú nel firmamento dei ricordi
se gradino a gradino nel pudore
qual risposta d'Amore ascende e vela
col dentro il fuori, cedendo al divino
il nostro e suo fra nobili destino.

Enrico D'Angelo

domenica 22 maggio 2011


Pin Up
Tecnica mista
20 x 30
Firmato: Gandolfo

MIELE

Molti hanno scritto
e più volte affermato
che la cosa più dolce
senza dubbio è il miele.

Io lo nego e rispondo,
pur se un po' imbarazzato,
che loro hanno errato
perché non ti hanno provato.

Biagio Arixi 

mercoledì 18 maggio 2011

Le jeu de la représentation favorable
16,9 x 24
pastello
1999

"L’art, mes enfants, c’est d’être absolument soi-même".

lunedì 9 maggio 2011


Elisa la dolce
16,4 x 24

SCELTE
                                                           
Se fossi nato cieco
e mai, lo sguardo avesse
colto la tua immagine;
nella mia cecità, comunque,
avrei preferito te.
A guardarmi sarebbe stato
il cuore, sacro testimone
capace a colorarmi il sogno
che m'attirava con il suono
della voce, con la forza
delle mani che hanno stretto
il viso mio, annullando
questa finta cecità.

Biagio Arixi





 

martedì 3 maggio 2011


Explicit invitation
16,4 x 24

Je te l'ai dit...

    Je te l'ai dit pour les nuages
    Je te l'ai dit pour l'arbre de la mer
    Pour chaque vague pour les oiseaux dans les feuilles
    Pour les cailloux du bruit
    Pour les mains familières
    Pour l'oeil qui devient visage ou paysage
    Et le sommeil lui rend le ciel de sa couleur
    Pour toute la nuit bue
    Pour la grille des routes
    Pour la fenêtre ouverte pour un front découvert
    Je te l'ai dit pour tes pensées pour tes paroles
    Toute caresse toute confiance se survivent.

        Paul Éluard

sabato 23 aprile 2011


Odette
16,5 x 24


La via del rifugio

L'onesto rifiuto

Un mio gioco di sillabe t'illuse.
Tu verrai nella mia casa deserta:
lo stuolo accrescerai delle deluse.
So che sei bella e folle nell'offerta
di te. Te stessa, bella preda certa,
già quasi m'offri nelle palme schiuse.

Ma prima di conoscerti, con gesto
franco t'arresto sulle soglie, amica,
e ti rifiuto come una mendica.
Non sono lui, non sono lui! Sì, questo
voglio gridarti nel rifiuto onesto,
perché più tardi tu non maledica.

Non sono lui! Non quello che t'appaio,
quello che sogni spirito fraterno!
Sotto il verso che sai, tenero e gaio,
arido è il cuore, stridulo di scherno
come siliqua stridula d'inverno,
vôta di semi, pendula al rovaio...

Per te serbare immune da pensieri
bassi, la coscienza ti congeda
onestamente, in versi più sinceri...
Ma (tu sei bella) fa ch'io non ti veda:
il desiderio della bella preda
mentirebbe l'amore che tu speri.

Non posso amare, Illusa! Non ho amato
mai! Questa è la sciagura che nascondo.
Triste cercai l'amore per il mondo,
triste pellegrinai pel mio passato,
vizioso fanciullo viziato,
sull'orme del piacere vagabondo...

Ah! Non volgere i tuoi piccoli piedi
verso l'anima buia di chi tace!
Non mi tentare, pallida seguace!...
Pel tuo sogno, pel sogno che ti diedi,
non son colui, non son colui che credi!

Curiosa di me, lasciami in pace!


Guido Gozzano

Modella in posa
16,6 x 24
Firmato: Gandolfo

GRANDINE
                                      
E quando piove, tu
diventi grandine.
E ogni grano che violento
cade nel mio terreno asciutto,
è più d'una ferita.

Biagio Arixi 

venerdì 4 marzo 2011


Lingerie
16,5 x 23,9


La via del rifugio
Cocotte

I.

Ho rivisto il giardino, il giardinetto
contiguo, le palme del viale,
la cancellata rozza dalla quale
mi protese la mano ed il confetto...


II.

"Piccolino, che fai solo soletto?"
"Sto giocando al Diluvio Universale."

Accennai gli stromenti, le bizzarre
cose che modellavo nella sabbia,
ed ella si chinò come chi abbia
fretta d'un bacio e fretta di ritrarre
la bocca, e mi baciò di tra le sbarre
come si bacia un uccellino in gabbia.

Sempre ch'io viva rivedrò l'incanto
di quel suo volto tra le sbarre quadre!
La nuca mi serrò con mani ladre;
ed io stupivo di vedermi accanto
al viso, quella bocca tanto, tanto
diversa dalla bocca di mia Madre!

"Piccolino, ti piaccio che mi guardi?
Sei qui pei bagni? Ed affittate là?"
"Sì... vedi la mia mamma e il mio Papà?"
Subito mi lasciò, con negli sguardi
un vano sogno (ricordai più tardi)
un vano sogno di maternità...

"Una cocotte!..."
"Che vuol dire, mammina?"
"Vuol dire una cattiva signorina:
non bisogna parlare alla vicina!"
Co-co-tte... La strana voce parigina
dava alla mia fantasia bambina
un senso buffo d'ovo e di gallina...

Pensavo deità favoleggiate:
i naviganti e l'Isole Felici...
Co-co-tte... le fate intese a malefici
con cibi e con bevande affatturate...
Fate saranno, chi sa quali fate,
e in chi sa quali tenebrosi offici!


III.

Un giorno - giorni dopo - mi chiamò
tra le sbarre fiorite di verbene:
"O piccolino, non mi vuoi più bene!..."
"È vero che tu sei una cocotte?"
Perdutamente rise... E mi baciò
con le pupille di tristezza piene.


IV.

Tra le gioie defunte e i disinganni,
dopo vent'anni, oggi si ravviva
il tuo sorriso... Dove sei, cattiva
Signorina? Sei viva? Come inganni
(meglio per te non essere più viva!)
la discesa terribile degli anni?

Oimè! Da che non giova il tuo belletto
e il cosmetico già fa mala prova
l'ultimo amante disertò l'alcova...
Uno, sol uno: il piccolo folletto
che donasti d'un bacio e d'un confetto,
dopo vent'anni, oggi ti ritrova

in sogno, e t'ama, in sogno, e dice: T'amo!
Da quel mattino dell'infanzia pura
forse ho amato te sola, o creatura!
Forse ho amato te sola! E ti richiamo!
Se leggi questi versi di richiamo
ritorna a chi t'aspetta, o creatura!

Vieni! Che importa se non sei più quella
che mi baciò quattrenne? Oggi t'agogno,
o vestita di tempo! Oggi ho bisogno
del tuo passato! Ti rifarò bella
come Carlotta, come Graziella,
come tutte le donne del mio sogno!

Il mio sogno è nutrito d'abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state... Vedo la case, ecco le rose
del bel giardino di vent'anni or sono!

Oltre le sbarre il tuo giardino intatto
fra gli eucalipti liguri si spazia...
Vieni! T'accoglierà l'anima sazia.
Fa ch'io riveda il tuo volto disfatto;
ti bacierò; rifiorirà, nell'atto,
sulla tua bocca l'ultima tua grazia.

Vieni! Sarà come se a me, per mano,
tu riportassi me stesso d'allora.
Il bimbo parlerà con la Signora.
Risorgeremo dal tempo lontano.
Vieni! Sarà come se a te, per mano,
io riportassi te, giovine ancora.

Guido Gozzano

domenica 27 febbraio 2011

Le morbide trecce
16,7 x 24
Firmato: Gandolfo

A me sembrava un peccato disumano
non desiderarti, per niente lasciarti,
esistere di cuore in cuore arreso;
oh verdonna, che dalle tue labbra
adolescente sarò nuovamente reso,
quale vervita è mai l'attesa che sé
d'intesa sempre e qui se stessa attende.

Enrico D'Angelo

giovedì 10 febbraio 2011


Pin Up in posa
17,3 x 24,4

La via del rifugio

L'ultima infedeltà

Dolce tristezza, pur t'aveva seco,
non è molt'anni, il pallido bambino
sbocconcellante la merenda, chino
sul tedioso compito di greco...

Più tardi seco t'ebbe in suo cammino
sentimentale, adolescente cieco
di desiderio, se giungeva l'eco
d'una voce, d'un passo femminino.

Oggi pur la tristezza si dilegua
per sempre da quest'anima corrosa
dove un riso amarissimo persiste,

un riso che mi torce senza tregua
la bocca... Ah! veramente non so cosa
più triste che non più essere triste!


Guido Gozzano

mercoledì 9 febbraio 2011


Odalisca
19,5 x 26
Firmato: Gandolfo 09

STELLE CADENTI

Precipitava velocemente un astro
solcando l'aria con sfacciata luce.
Credulo del solito potere delle stelle
cadenti, espressi fiducioso un desiderio:

- Ti rivolevo ancora come una volta,
  quando la terra e il cielo, insieme,
  ci abbracciavamo formando sopra noi
  unico guscio.-

Molto tempo è passato. Nulla s'è avverato!
E quel mistero popolare che m'illuse senza
che tu ritornassi, mi rende ancora sognatore,
ma fermo a un precipizio, incapace di muovere
altri passi.

Biagio Arixi 

venerdì 4 febbraio 2011


Laura in posa
Studio preparatorio
20x30
Firmato: Gandolfo


Acrostico per Laura

La luce entra discreta, ombre tenui sul tuo corpo
Assaporo dipingendo gli aromi che mi doni
Uve multicolori, luci e ombre vaghe fugaci
Rari e strani giochi del sole sulla tua pelle
Acquarellendo sulla tela gioco danzo ricamo.

Marco Gandolfo 

lunedì 31 gennaio 2011


Beltà crudele
15,5 x 24
Firmato: Gandolfo

Beltà crudele

E labra ha di rubino
ed occhi ha di zaffiro
la bella e cruda donna ond'io sospiro.
Ha d'alabastro fino
la man che volge del tuo carro il freno,
di marmo il seno e di diamante il core.
Qual meraviglia, Amore,
s'ai tuoi strali, ai miei pianti ella e' si' dura ?
Tutta di pietre la formo' la natura.

G.Marino

sabato 8 gennaio 2011


Ninfa (Rosa riso d'amor)
Cm. 18 x 24,7
Firmato: Gandolfo

Rosa riso d'amor


Rosa riso d'amor, del ciel fattura,
rosa del sangue mio fatta vermiglia,
pregio del mondo e fregio di natura,
de la terra e del sol vergine figlia,
d'ogni ninfa e pastor delizia e cura,
onor de l'odorifera famiglia,
tu tien d'ogni beltà le palme prime,
sovra il vulgo de' fior donna sublime.
Quasi in bei trono imperadrice altera
siedi colà su la nativa sponda.
Turba d'aure vezzosa e lusinghiera
ti corteggia d'intorno e ti seconda;
e di guardie pungenti armata schiera
ti difende per tutto e ti circonda:
e tu, fastosa del tuo regio vanto,
porti d'or la corona e (rostro il manto.
Porpora de' giardin, pompa de' prati,
gemma di primavera, occhio d'aprile,
di te le Grazie e gli Amoretti alati
fan ghirlanda a la chioma, al sen monile.
Tu, qualor torna a gli alimenti usati
ape leggiadra o zefiro gentile,
dài lor da bere in tazza di rubini
rugiadosi licori e cristallini.
Non superbisca ambizioso il sole
di trionfar fra le minori stelle,
ch’ancor tu fra i ligustri e le vïole
scopri le pompe tue superbe e belle.
Tu sei con tue bellezze uniche e sole
splendor di queste piagge, egli di quelle;
Egli nel cerchio suo, tu nel tuo stelo,
tu sole in terra ed egli rosa in cielo.
E ben saran tra voi conformi voglie:
di te fia 'l sole, e tu del sole amante.
Ei delle insegne tue, de le tue spoglie
l'aurora vestirà nel suo levante.
Tu spiegherai ne' crini e nelle foglie
la sua livrea dorata e fiammeggiante;
eper ritrarlo ed imitarlo a pieno,
porterai sempre un picciol sole in seno.

(Adone, Canto III, 156-160)

G.B. Marino
                                              

The provocation
20,4x29


Le non godute

Desiderate più delle devote
che lasceremmo già senza rimpianti,
amiche alcune delle nostre amanti,
altre note per nome ed altre ignote
passano, ai nostri giorni, con il viso
seminascosto dal cappello enorme,
svegliando il desiderio che dorme
col baleno degli occhi e del sorriso.

E l'affanno sottile non ci lascia
tregua; ma più si intorbida e si affina
idealmente dentro la guaina
morbida della veste che le fascia...
Desiderate e non godute - ancora
nessuna prova ci deluse - alcune
serbano come una purezza immune
dalla folla che passa e che le sfiora.

Altre, consunte, taciturne, assorte
guardano e non sorridono: ma sembra
che la profferta delle belle membra
renda l'Amore simile alla Morte;
ardenti tutte d'una febbre e cieche
di vanità; biondissime, d'un biondo
oro, le cinge il pettine, secondo
l'antica foggia delle donne greche.

Per altre, il nodo greve dell'oscura
treccia è d'insostenibile tormento;
sembra che il collo, esile troppo, a stento,
sorregga il peso dell'acconciatura;
l'opera dei veleni in altre adempie
un prodigio purpureo: le chiome
splendono di riflessi senza nome
dilatandosi ai lati delle tempie...

Belle promesse inutili d'un bene
lusingatore della nostra brama,
quando una sola donna che non s'ama
c'incatena con tutte le catene;
quando ogni giorno l'anima delusa
sente che sfugge il meglio della vita,
come sfugge la sabbia tra le dita
stretta nel cavo della mano chiusa...

Le incontrammo dovunque: nelle sere
di teatro, alla luce che c'illude;
la bella curva delle spalle ignude
ci avvinse del suo magico potere;
e quando l'ombra si abbatté su loro
addensandosi cupa entro le file
dei palchi, il freddo lampo d'un monile
fu l'indice del duplice tesoro.

E le avemmo compagne, ma per brevi
ore, in vïaggi taciti, in ritorni,
le ritrovammo dopo pochi giorni
nei rifugi dell'Alpi, tra le nevi;
le ritrovammo sulla spiaggia, al mare,
dove la brama ci ferì più acuta:
ah! Per quella signora sconosciuta
ore insonni, nella notte, lungo il mare!...

Chi sono e dove vanno? Dove vanno
le crëature nomadi? Per quanti
anni, nel tempo, furono gli amanti
presi e delusi dall'eterno inganno?
Ah! Noi saremmo lieti d'un destino
impreveduto che ce le ponesse
a fianco, tristi e pellegrine anch'esse
nel nostro malinconico cammino.

Più d'un inganno lasciò largo posto
a più d'una ferita ancora viva...
Taluna - intatta - ci attirò furtiva
seco, ma per un utile nascosto;
altre, già quasi vinte, quasi dome,
nella nostra fiducia troppo inerte,
fantasticate quali prede certe,
furono salve, non sappiamo come...

Ed altre... Ma perché tanti ricordi
salgono dall'inutile passato?
Salgono col profumo del passato
da un cofanetto pieno di ricordi?
Ed ecco i segni, ecco le cose mute,
superstiti d'amori nuovi e vecchi,
lettere stinte, nastri, fiori secchi,
delle godute e delle non godute...

Desideri e stanchezze, indizi certi
d'un avvenire dedito all'ambascia
torbida che si schianta e che ci sfascia
rendendoci più tristi e più deserti...
Eppure, un giorno, questa febbre interna
parve svanire: quando ci si accorse,
tardi, di quella che sarebbe forse
per noi la sola vera amante eterna...

Tanto l'amammo per quel solo istante
ch'ella si volse pallida su noi
nell'offerta di un attimo, ma poi,
sparve, ella pure; sparve come tante
altre donne che passano, col viso
seminascosto dal cappello enorme
inasprendo la brama che non dorme
col baleno degli occhi e del sorriso...


Guido Gozzano